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“È un libro che si situa di continuo tra psicoanalisi e arte, che si mischiano, si arricchiscono, si separano. È un libro sulla creatività… come vive, come prende vita la creatività in seduta, consentendo al paziente di aprire assieme all’analista nuovi e imprevedibili sentieri”. (Antonino Ferro)

Ciò di cui ciascuno di noi ha bisogno è trovare la propria originale identità, è incontrare quel desiderio e quelle capacità di cui spesso nemmeno siamo consapevoli perché troppo abituati a vivere per il mondo più che per noi stessi. Per entrare in contatto con la nostra parte più autentica è necessario scardinare l’ordine razionale dei pensieri, come fanno i sogni o la musica o come fa l’arte, con la valenza analogica dei significati che costruisce. Come una plastilina o una creta visiva, lo Scarabocchio consente di sperimentare un dinamismo interno liberato dalla soggezione dell’unico punto di vista e di creare storie che costruiscono un dialogo tra passato, presente e futuro e tra gli oggetti interni e gli oggetti del mondo esterno. Lo Scarabocchio è efficace non solo in seduta, con l’analista, ma ogniqualvolta situazioni conflittuali interne creano preoccupazione e si sente la necessità di un dialogo intrapsichico. Così, se emozioni o pensieri aggrovigliati impediscono il sonno, si può scarabocchiare la sera o la notte e creare una meravigliosa e sorprendente rete di significati. Così, come dice Ferro, sentieri di vita interrotti possono riprendere vita, speranza e percorribilità. Talvolta si possono aprire sentieri nuovi, del tutto imprevedibili. o RICHIEDILO DIRETTAMENTE ALL'AUTORE

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CURRICULUM  VITAE

di Antonio Techel

 

  

Iscritto all'ordine degli psicologi della Lombardia in data 15.1.1990; albo 3 n. 2332

Iscritto all'ordine degli psicoterapeuti della Lombardia in data 8.8.1994

 

Abilitato in materie letterarie per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado (1975)

Abilitato in storia e filosofia per l’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado (1976)

 

Esperienze formative

           

Frequenza seminari di psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico con        supervisione di casi clinici individuali e di gruppo “Centro Copernico per la      ricerca psicoanalitica individuale e di gruppo” ( 1984 – 2000 Frequenza        tre ore settimanali) Docenti: Donald Meltzer, Salomon Resnik, Marcelle Spira, Enzo Funari, Gustavo Pietropolli Charmet, Mauro Mancia, Myriam Fusini, Maria Carati, Marcello Cesabianchi, Franco Fornari

Frequenza centro di psicoterapia: “Centro di psicologia clinica Provincia di Milano” Attività di supervisione di pazienti psicotici (settembre 1989 - dicembre 1993   Frequenza quindicinale) Analista: Mina Arrigoni Scortecci (S.P.I) Analista: Mina Arrigoni Scortecci (S.P.I)

Frequenza seminari di psicoterapia “Dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’Università Statale di Milano – sede Ospedale S. Gerardo di Monza” Percorsi teorico – clinici su baby observation, adolescenza, coppia genitoriale  (1989 – 2009) Docenti: Mario Bertolini, Andrea Giannakoulas

Frequenza seminari di psicoterapia “SGAI – Società Gruppo Analitica Italiana”  Socio frequentatore (2000 – 2009)  Percorsi teorico – clinici sui gruppi

•  Frequenza seminari di psicoterapia “ASP” Socio aggregato (1998 – 2003)

 

Esperienze formative personali

 

• 1° analisi
Frequenza: tre sedute settimanali ( maggio 1977 - ottobre 1981)
Analista: Myriam Fusini (S.P.I.)

 • 2° analisi
Frequenza: tre sedute settimanali (ottobre 1986 -  dicembre 1990)
Analista: Gabriele Pasquali (S.P.I.)

 • 3° analisi
Frequenza: quindicinale (1995 - 2005) 
Analista: Marcelle Spira – Società Psicoanalitica Svizzera - Ginevra

  

Supervisioni individuali e di gruppo su casi clinici

 

 Supervisore:  Myriam Fusini (S.P.I.)
Frequenza: due sedute settimanali ( settembre 1979 -  giugno 1985)

• Supervisore: Maria Carati (S.P.I.)
Frequenza: settimanale (settembre 1979 -  dicembre 1985)
Frequenza: quindicinale (gennaio 1986 -  giugno 1989)

• Supervisore: Marcelle Spira (Società Psicoanalitica Svizzera)
Frequenza: trimestrale - 8 ore ( gennaio 1982 - dicembre 2005)

• Supervisore:  Luciano Cofano (Centro Gruppoanalisi)
Frequenza: settimanale (settembre 1985 - giugno 1986)

•  Supervisore Mauro Mancia (S.P.I.)
Frequenza settimanale (settembre 1986 - giugno 1987)
Frequenza quindicinale (settembre 1987 - giugno 1988)

• Supervisore Enzo Funari (S.P.I.)
Frequenza settimanale (settembre 1990 - giugno 1991)

• Supervisore Gustavo Pietropolli Charmet (Presidente Minotauro)
Frequenza quindicinale (settembre 1992  -  giugno 1995)

 

Curriculum scientifico-professionale

 

• Attivita' psicoterapeutica libero-professionista
(dall1/12/1979 ad oggi)

• Attivita' psicoterapeutica presso USSL n° 28 – BERGAMO (dicembre 1979 -  maggio 1983)

• Attività di formazione di gruppo per educatori, infermieri, fisioterapisti, logopedisti del Centro Bernareggi Centro per la riabilitazione e la cura di ragazzi diversamente abili - USSL di Ponte S.Pietro – BG (1981 – 1983)

• Attivita’ di supervisione a psicologi e psicoterapeuti (2000 ad oggi)

• Docente a gruppi di insegnanti presso il “Centro di formazione permanente” - Facoltà di lingue e letterature straniere – Università di Bergamo (1999 – 2000)

 Attivita’ di consulenza psicopedagogica e di formazione per docenti della scuola dell’obbligo presso gli Istituti scolastici di Ponteranica, Cene, Nese, Alzano Lombardo (1979 – 1989)

• Attività di consulenza psicologica (psicoterapie brevi) presso ITIS Gazzaniga (USSL Gazzaniga)

• Socio fondatore del centro “Nuovo Copernico. Centro per la ricerca psicoanalitica individuale e di gruppo”. Vicepresidente (2003 – 2011) con compiti di progettazione, organizzazione e gestione di percorsi di formazione per medici e psicologi con acquisizione di crediti ECM.

In particolare:

“L’identità: esplorazioni psicoanalitiche” ciclo di seminari con Luis Kancyper, Paolo Stramba Badiale, Claudia Zanardi, Diego Napolitani (2003 – 2004)

“Psicosomatica, la storia che si nasconde nel corpo” ciclo di seminari con Luis Kancyper, Paolo Stramba Badiale, Carlo e Rita Brutti, Claudia Zanardi, Gian Paolo Sasso (2004 – 2005)

“Il linguaggio del corpo e della mente: origini e destini del desiderio” ciclo di seminari con Mauro Mancia, Jole Baldaro Verde, Carlo e Rita Brutti, Claudia Zanardi (2006)

“Dall’etica all’estetica: per una psicoanalisi del piacere e della salute” ciclo di seminari con Franco De Masi, Enza Laurora, Gustavo Pietropolli Charmet (2006 – 2007)

“Colpa, vergogna, responsabilità nella relazione analitica” ciclo di seminari con Carlo e Rita Brutti, Enza Laurora, Gustavo Pietropolli Charmet (2007 – 2008)

“Narcisismo, tra fragilità narcisistica e amor proprio” ciclo di seminari con Luis Kancyper, Romana  Negri, Carlo e Rita Brutti, Enza Laurora, Gustavo Pietropolli Charmet(2009)

“Sognare insieme” ciclo di seminari con Antonino Ferro, Domenico Chianese, Claudia Zanardi, Enza Laurora, Giorgio Bubbolini (2010)

“L’empatia psicoanalitica” ciclo di seminari con Stefano Bolognini, Paolo   Stramba Badiale, Claudia Zanardi (2011)

• Fondatore del gruppo di lavoro “Lo scarabocchio”, organizzato in collaborazione con Proteo CGIL, con acquisizione di crediti ECM. Ideatore della      tecnica dello scarabocchio, coordina il gruppo, svolgendo attività di supervisione, analisi e ricerca. (dal 2009 ad oggi)

           

  Pubblicazioni in campo psicoterapico e psico-pedagogico

            

“La farfalla insegna  La funzione delle emozioni nel processo di apprendimento”
Collana medico-psico-pedagogica diretta da Giovanni Bollea - Armando  (1996)

Articoli

“Il Lutto di Ettore”
Scuola viva - SEI  (Dicembre 1984)

“Elena che puzza”
Scuola  viva - SEI (Novembre 1986)

"Il rapporto con soggetti psicotici: il problema della separazione"
Scuola viva - SEI (Aprile 1987)

“Il viaggio di Oscar: dalla passività all’attività”
Scuola viva - SEI  (Novembre 1988)

“La creatività nel processo d’apprendimento”
Scuola viva - SEI  (Novembre 1989)

“La solitudine nei soggetti con sindrome di Down”
Scuola viva - SEI  (Febbraio1991)

"Un caso di encopresi primaria risoltasi in età adolescenziale"
Giornale di neuropsichiatria infantile (Organo ufficiale della Neuropsichiatria Infantile) (Giugno 1989)

"Dialogo tra un kleiniano ed un gruppoanalista a proposito di "Gimpel l'idiota"
Il ruolo terapeutico (prima parte maggio 1993 / seconda parte settembre 1993)

"Un caso di mutismo elettivo"
Atti del 5° Congresso internazionale di Neuropsichiatria Infantile: “Le malattie psicosomatiche in età evolutiva” (19-20-21 marzo 1993)

“A proposito di tic”  
Arti terapie (Periodico a cura della Cattedra di Psicofisiologia – Università degli Studi di Roma) (n. 5/2000)

 “Tra psicoanalisi e poesia”
ARTI TERAPIE  (Periodico a cura  della Cattedra Psicofisiologia –Università degli Studi di Roma) (n.1/2  2003)

 “L’utilizzo della musica e dello scarabocchio in un asilo nido”
-
 Arti terapie (Periodico a cura della Cattedra di Psicofisiologia - Università degli studi di Roma) (n. 5-6/2002)
- Rivista italiana dì gruppo analisi vol. XVII  n.1/2003 -  Franco Angeli

 “Il creare del paziente, il creare dell’analista. Lo scarabocchio, un possibile ponte verso il proto mentale”
Rivista italiana dì gruppo analisi  vol. XXII 1/2008 - Franco Angeli

 

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Contatti

 

 

Dott. Antonio Techel - psicologo e psicoterapeuta

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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La ricerca

 

Impegnato in lunghi anni di analisi e di supervisione con Marcelle Spira, allieva a Buenos Aires di Pichon Rivière e a Ginevra di Melanie Klein (1), da una quindicina d’anni, per facilitare la costruzione dei processi psichici, ho introdotto nella mia attività clinica, sia nella fase di osservazione che nel lavoro terapeutico, l’uso in seduta dello scarabocchio. (2) L’esperienza acquisita e i risultati ottenuti mi permettono di avanzare l’ipotesi che attraverso lo scarabocchio sia possibile accedere, come nel sogno, alla cosiddetta memoria  implicita o procedurale e costruire con il paziente, come direbbe Sander, significativi momenti di incontro. (3)

Cominciai ad avviarmi alla conoscenza  e all’uso  dello scarabocchio all’inizio degli anni ’80,  all’interno dei  seminari di supervisione con Marcelle Spira. Fu infatti questa nostra eclettica maestra a portarci a conoscere le potenzialità dell’uso dello scarabocchio che lei stessa  aveva appreso a Buenos Aires, nei gruppi condotti da Pichon Riviere. Suggerito da un artista delle avanguardie argentine, all’inizio veniva usato come un gioco; presto tuttavia divenne un veicolo  per esprimere l’immagine inconscia del proprio sè corporeo. E’ inutile ricordare come anche Winnicott ne abbia fatto un uso principe nel trattamento di bambini in difficoltà.

Il mio utilizzo dello scarabocchio è diverso dall’uso che ne faceva Winnicott che interagiva direttamente col bambino, tracciando con lui, a turno, segni sul foglio per costruire insieme uno scarabocchio. Ho peraltro parzialmente modificato anche il metodo imparato da M. Spira. Il metodo acquisito da M. Spira prevedeva la consegna al paziente di chiudere gli occhi e di lasciare la mano libera di seguire qualsiasi linea, qualsiasi tratto scarabocchiato e improvvisato. Successivamente il paziente doveva ritrascrivere su un secondo foglio un elemento dello scarabocchio laddove vedeva una figura di senso compiuto. Io ho lasciato inalterata la prima parte della consegna - tratto libero, scarabocchiato ad occhi chiusi -, ma chiedo al paziente di utilizzare la mano sinistra e quindi di associare, girando il foglio a 360°, più figure all’interno dello stesso scarabocchio. Invito quindi il paziente a tracciare su fogli diversi altri due scarabocchi e a dare a ciascuno un titolo. L’ultimo passaggio prevede la costruzione di una sequenza temporale e la narrazione di un piccolo racconto dove piano piano altri elementi compaiono accanto all’evidenza della prima associazione, del primo immediato riconoscimento di una figura compiuta. Nel suo farsi il racconto permette la costruzione di un dialogo tra passato, presente e futuro e la nascita di una storia vista e vissuta nel qui e ora della seduta.

Come afferma Stern: ”Forse l’aspetto più importante relativo al momento presente tripartito è che tutte le parti che lo compongono convergono, soggettivamente, in un’esperienza singola, unificata, coerente e globale, all’interno di un “ora soggettivo”. E ancora: “La sfida consiste nell’immaginare il now moment in una sorta di equilibrio dialogico con il passato e con il futuro”. (4)

Come accade con la frase musicale descritta da Stern che assume una forma mentale unitaria e coerente già quando è in corso, anche con lo scarabocchio, mentre la storia si sta scrivendo, si possono formare diversi futuri potenziali in un “trialogo” continuo.

La sorpresa di ”vedere” del materiale nuovo, creato inconsapevolmente e rapidamente in seduta, a volte è così grande che il piacere di questa scoperta giocosa finisce per prolungarsi anche a casa, come gioco continuo e sorprendente che lega il paziente al lavoro analitico con l’analista anche dopo la seduta. Lo scarabocchio, nato da questo segno fatto senza consapevolezza e razionalità alcuna, va a pescare nell’inconscio, come un micro-sogno fatto in seduta, con la sorpresa di vedere che  i frutti raccolti all’interno di se stessi sono infiniti e continuamente vari e imprevedibili. Questo accade grazie all’incontro sempre nuovo con l’oggetto interno: ogni giorno c’è movimento, c’è cambiamento, ogni giorno l’oggetto interno subisce piccoli cambiamenti, la vita si trasforma e, grazie al movimento, genera nuovi ponti ricchi di potenziale creativo.

Il bisogno di creare appartiene a ciascuno di noi. E’ il bisogno, affermava Marcelle Spira, di sentire che si possiede non solo una capacità distruttiva, ma anche una capacità generativa. M.Spira, riprendendo Bion, sosteneva che la creatività dell’artista, così come quella  dell’analista,  passa attraverso la capacità di ricevere e la capacità di ricevere passa attraverso i sensi, attraverso la possibilità di essere una “tela bianca”, dove si può scrivere  tutto senza pregiudizi e preconcetti. Ognuno mette insieme il proprio mondo in modo personale e crea il proprio mondo, un mondo originale.

Lo scarabocchio, tracciato sulla carta ad occhi chiusi, direi nella condizione bioniana di “essere senza memoria e senza desiderio”, va a pescare tramite una sensorialità primitiva, destrutturata dal gesto del non-sense, nella memoria corporea più antica.

Dalle mie osservazioni emerge come lo scarabocchio vada a rappresentare il sè psicocorporeo, facendo emergere l’originario, l’affetto primigenio incistato nel corpo che diventa un corpo parlante e dialogante con il sè che osserva e vede. Il terapeuta vede insieme al paziente la struttura affettiva corporea primitiva che, ascoltata e apprezzata come gesto autentico del sè, assume per il paziente un significato che definirei   “rivoluzionario”. Il paziente, proprio lui, si sente al centro dell’attenzione dell’altro, ma soprattutto al centro  di se stesso. Per anni ha lottato per aggregare pezzi sparsi della sua vita, spesso cercando di trovare un equilibrio tra ciò che sentiva e ciò che riteneva che gli ”altri” desiderassero da lui ed ora, in modo sorprendente e con negli occhi la meraviglia del bambino, il nucleo della sua vita appare. Appare nella storia scritta nella memoria storica del corpo e della mente che parlano e raccontano; narrano storie che sanno di sofferenze antiche, di antichi lutti dimenticati dalla coscienza perché troppo dolorosi a viversi o perché radicati in un passato lontano dove ancora la memoria non esisteva e le esperienze non potevano essere ricordate che nel corpo; ma narrano anche sogni, desideri e speranze che possono aprire futuri diversi. Oggi, con l’ascolto partecipe del terapeuta, emozioni del passato e del futuro sono disposte a venire alla luce, a mostrarsi,  ad essere viste e riconosciute come frutto del vero sè.  “Il mondo in un granello di sabbia” direbbe Stern.

Certo l’ascolto partecipe, lo sguardo del terapeuta sono indispensabili; uno sguardo può uccidere, uno sguardo può essere impersonale come il “ti guardo ma non ti vedo”  delle modelle nelle performance di Vanessa Beecroft; uno sguardo può dare la vita come ha ben colto la mia nipotina Sofia in una frase rivolta a sua madre “Mamma, se tu mi guardi, io ti vedo”.

L’assunto cartesiano ”cogito ergo sum” prevede un prima, un “cogitatus ergo sum”: solo se sono stato pensato oggi posso esistere o, ancora di più, solo se sono stato capito oggi posso esistere. Come sostiene Dina Vallino “L’essere capito per un bambino piccolo è tutt’uno col sentimento di esistere e la mancanza di quest’esperienza di esserci produce una sofferenza globale e un sentimento di annichilimento molto vicino alla sensazione di poter sparire nel nulla”. Così il terapeuta che ascolta e cerca di capire co-crea “nuovamente” col paziente nuovi significati di un’identità psico-corporea la cui origine è da collocare agli albori della vita. Durante la vita intrauterina, infatti, il feto si muove liberamente nello spazio in tutte le direzioni possibili alla ricerca di una posizione in sinergia con i vissuti emozionali psico-corporei di sua madre e co-creando con lei il primo nucleo del sé. Il primo scarabocchio nasce qui, nella relazione con una mamma che, con i suoi pensieri e le sue emozioni, ha accompagnato il suo piccolo al piacere del movimento in tutte le direzioni dello spazio, consentendo al suo bambino di disegnare scarabocchi.

Linee tracciate col corpo, che nel corpo rimarranno impresse attraverso la memoria procedurale, permetteranno a quel bambino di scarabocchiare la propria esistenza.

 

                                                                   Antonio Techel

 

 

1)      Recentemente la rivista International journal of psychoanalysis (2009) ha pubblicato il carteggio tra Melanie Klein e Marcelle Spira, unica corrispondenza tenuta dalla Klein con una sua allieva.

2)      Rivista Italiana di Gruppoanalisi – Ed. Franco Angeli, Vol. XVII n. 1/2003 e Vol. XXII n. 1/2008

3)      Sander Louis “Sistemi viventi” – Tr. it. Raffaello Cortina, Milano 2007

4)      Stern Daniel “The present moment in psychotherapy and everyday life” Tr. it. - Raffaello Cortina, Milano 2005

 

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Il gruppo di ricerca

 

Il gruppo di studio e di ricerca dello scarabocchio si è costituito a Bergamo nel 2010 su iniziativa del dott. Antonio Techel ed è formato da psicoterapeuti ad orientamento psicoanalitico. Il lavoro del gruppo è sia di studio dello strumento che di ricerca rispetto alla tecnica di utilizzo e alla sua declinabilità nelle sedute di psicoterapia con adulti e bambini.
La ricerca, di tipo qualitativo, è orientata a sviluppare una tecnica che possa permettere al paziente di realizzare un contatto con le prime sensazioni/immagini/movimenti psicocorporee che hanno definito il suo primo sé depositate in una memoria di tipo implicito allo scopo di poter generare e co-creare col terapeuta nuovi modi e mondi psichici da esplorare insieme. Come ipotesi ciò permetterebbe di rimettere in moto il processo psicoterapeutico secondo direzioni nuove e non ancora sognate né dal paziente, né dal terapeuta, né da entrambi.
La metodologia impostata è quella che fa riferimento allo studio del caso singolo e le modalità di lavoro prevedono sia l’utilizzo dello scarabocchio in seduta con il paziente che la successiva discussione in gruppo di quanto emerso per meglio mettere a fuoco sia la tecnica sia come leggere ed interpretare ciò che la coppia al lavoro ha realizzato. 

 

 

Dott. Antonio Techel

Psicologo e  psicoterapeuta, già vicepresidente del Centro Nuovo Copernico, al lavoro clinico con adulti e bambini ha affiancato una ricerca teorico-clinica centrata sulla relazione tra emozioni e processi di pensiero che l’ha portato a pubblicare diversi articoli su riviste di settore e un libro: “La farfalla insegna. La funzione delle emozioni nel processo di apprendimento” – Armando editore.
Oggi la sua ricerca metapsicologica verte sulla possibilità di entrare in contatto con le parti più primitive del sé, a partire dalla vita intrauterina, attraverso modalità creative quali l’uso dello “scarabocchio” che ha connotato come strumento diagnostico – terapeutico.

  

Dott.ssa Maria Lucia Mazzoleni

Psicologa e Psicoterapeuta. In ambito istituzionale ho lavorato con soggetti di tutto il ciclo di vita: mamme in attesa, bambini, adolescenti e adulti anche nell'ambito del disagio psichico. Nell'attività privata mi occupo in particolare di percorsi di crescita individuale anche tramite lo strumento grafico dello scarabocchio, convinta che " Il compito più importante per l'uomo è di dare alla luce se stesso" ( E. Fromm )

  

Dott. Marco Marossi

Psicologo e psicoterapeuta. Laureato nel 1986 presso l'Università di Padova e specializzato in psicoterapia nel 1991 presso la Scuola Superiore di psicoterapia e psicosomatica di Cremona.
Libero professionista, mi occupo di adolescenti (ho lavorato come insegnante e psicologo scolastico nella scuola superiore), giovani e adulti con attenzione a problematiche ansioso-depressive e psicosomatiche, operando individualmente e in gruppo.
Operatore dal 1995 presso l'Associazione Psicologia e psicoterapia “Il Conventino”, propongo interventi di psicoterapia psicoanalitica integrata da interventi cognitivi, corporei e arteterapeutici.

 

Dott. Ambrosini Mauro

Psicologo e psicoterapeuta. Laureato nel 2001 presso l'Università degli Studi di Padova e successivamente specializzato in psicoterapia dell'età evolutiva ad indirizzo psicanalitico presso la SPP (Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica) di  Milano. Ho frequentato un triennio di perfezionamento sui test proiettivi (Rorschach, TAT e CAT) presso lo studio della dott.ssa Morano Daniela a Brescia. Attualmente svolgo attività clinica presso l'Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza dell'Ospedale di Romano di Lombardia (BG). Inoltre svolgo attività di psicoterapeuta in ambito privato per la cura di disturbi psichici della prima infanzia, dell'adolescenza e dell'età adulta e attività di psicologo scolastico presso l'Istituto Comprensivo "Sacra Famiglia" (Nido, Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado) a Martinengo (BG).

 

Dott.ssa Moro Debora

Psicologa, psicoterapeuta. Mi sono laureata in psicologia a Padova e successivamentespecializzata in psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico, presso la scuola di formazione “Il Ruolo Terapeutico” di Milano. Svolgo la mia attività clinica nell’ambito della neuropsichiatria infantile di Piario (Bg), dove mi occupo di problematiche inerenti l’età evolutiva, in particolare disturbi dell’apprendimento e ritardi del linguaggio.
In privato svolgo percorsi di psicoterapia individuale per bambini ed adulti, utilizzando spesso lo scarabocchio come strumento atto ad avvicinare il paziente al proprio mondo interno. Svolgo inoltre attività di volontariato c/o un Consultorio familiare. Ho condotto percorsi educativi di espressione corporea, percorsi di accompagnamento alla nascita e sostegno psicologico ai familiari dei malati di demenza.

 

Dott.ssa Donati Paola

Psicologa e psicoterapeuta. Laureata nel 1996 presso l'Università degli Studi di Padova e successivamente specializzata in psicoterapia ad indirizzo psicanalitico presso la Fondazione Francesco Bonaccorsi, Istituto Italiano di Psicoterapia, Formazione e Ricerca. Ha svolto attività presso il reparto di Neuropsichiatria infantile dell' Ospedale Civile di Brescia e presso l'Istituto "Angelo Custode", Centro Medico di riabilitazione di Predore, Bergamo, occupandosi prevalentemente di disturbi psichici emergenti nell'infanzia e nell'adolescenza. Attualmente svolge attività di psicoterapeuta in ambito privato per la cura di disturbi e sintomi che compaiono nella prima infanzia, nell'adolescenza nell'età adulta e attività di Consulenza Tecnica d'Ufficio per il tribunale di Bergamo.

 

Dott.ssa Denti Laura

Psicologa clinica e psicoterapeuta. Mi sono laureata a Padova e specializzata a Milano presso la Fondazione Bonaccorsi, Scuola di Psicoterapia a  indirizzo psicanalitico. Ho collaborato per alcuni anni con il consultorio U.C.I.P.E.M. di Lodi e per una Unità di Neuropsichiatria Infantile e Adolescenziale per il Fatebenefratelli di Milano. Da 15 anni svolgo attività privata a Crema  con bambini, adolescenti e adulti.

 

Dott.ssa Piantoni Nicoletta

Psicologa e psicoanalista lavora privatamente e collabora da anni con le scuole di diverso grado nella formazione degli insegnanti e dei genitori.

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