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PROTEO BERGAMO associazione culturale no profit E-Mail |
In collaborazione con Studio dott. Antonio Techel Bergamo |
L’uso dello scarabocchio nel lavoro clinico
Seminario di formazione
gennaio – novembre 2014
Evento ECM RES 1519 (in fase di accreditamento, crediti previsti 31)
per le figure professionali di medico chirurgo e psicologo
Responsabile scientifico: Antonella Pendezzini
Come aiutare i pazienti a sognare sogni non sognati, ad aprire storie che si ripetono sempre uguali, per dare vita a racconti nuovi, imprevedibili, il più possibile vicini al proprio desiderio?Lo scarabocchio, vissuto all’interno della relazione analista–paziente, può facilitare l’emergere di contenuti pre-verbali inconsci e liberare quote di creatività inespressa che creano sorpresa e stupore in chi le produce e in chi le osserva.
Il seminario di formazione sul metodo diagnostico e terapeutico dello scarabocchio prosegue anche quest’anno con l’intento di approfondire l’uso di uno strumento che, come una plastilina o una creta visiva, può rinviare in modo caleidoscopico a tanti pittogrammi, prologo per racconti da narrare tra paziente e analista.
Nel tempo la tecnica si è arricchita di nuovi spunti metodologici e applicativi, grazie al costruttivo contributo del gruppo di lavoro attivo da tre anni; grazie ad uno stimolante e fecondo confronto con Antonino Ferro, si è inoltre sviluppata la potenzialità dello scarabocchio come ponte verso il possibile.
Scarabocchio come via d’accesso alla memoria implicita
Formandosi nei primi due anni di vita, la memoria implicita non permette ricordi coscienti; contiene tuttavia esperienze primarie fondamentali che, se integrate nel processo di sviluppo, consentono una vita più autentica e creativa. Come un sogno vissuto in seduta, lo scarabocchio, lasciato sulla carta ad occhi chiusi, nella condizione bioniana di assenza di memoria e di desiderio, facilita l’accesso alla memoria implicita legata a quella sensorialità primitiva che viene prima della coscienza e della parola e facilita l’emergere di contenuti pre-verbali inconsci, liberando quote di creatività inespressa.
Scarabocchio come architettura della memoria e del desiderio
Scarabocchi disegnati su fogli arrotolati a formare uno spazio curvo, un “cannocchiale delle meraviglie”, dove le immagini si sovrappongono, scivolando le une sulle altre, invitano a cogliere un frammento. E il frammento, che può essere avvicinato e ingrandito, come attraverso una lente macro o allontanato come con un grandangolo, rappresenta uno spazio insaturo che consente la proiezione di un’assenza, offrendo al mondo interno la più ampia libertà espressiva e la possibilità di creare significati sempre nuovi.
Scarabocchio come occasione di incontro e di costruzione condivisa
L’uso dello scarabocchio, che non è quello winnicottiano, ma la trasformazione di una tecnica utilizzata dai surrealisti per cogliere un’ispirazione creativa accesa dall’inconscio, prevede un imparare facendo, una co-costruzione creativa tra chi fa e chi legge, una profonda attenzione, da parte del terapeuta, al proprio vissuto contro-transferale. A partire da una memoria psico-corporea vissuta nel qui e ora della seduta, lo scarabocchio può diventare per l’analista uno strumento autentico di interpretazione e per il paziente l’occasione per incontrare dimensioni intrapsichiche che non ha mai potuto frequentare. E aprire un mondo sconosciuto apre altri mondi possibili. (Ferro)
Calendario 2014
18 gennaio, 15 febbraio: ore 8,30-11,30
22 marzo, 19 aprile, 17 maggio: ore 8,30-11,30
20 settembre, 18 ottobre: ore 8,30-11,30
22 novembre: ore 8,30-12,30
Docente:
Antonio Techel
Psicologo e psicoterapeuta, già vicepresidente del Centro Nuovo Copernico, al lavoro clinico con adulti e bambini ha affiancato una ricerca teorico-clinica centrata sulla relazione tra emozioni e processi di pensiero che l’ha portato a pubblicare diversi articoli su riviste di settore e un libro: “La farfalla insegna. La funzione delle emozioni nel processo di apprendimento” – Armando editore.
Oggi la sua ricerca metapsicologica verte sulla possibilità di entrare in contatto con le parti più primitive del sé, a partire dalla vita intrauterina, attraverso modalità creative quali l’uso dello “scarabocchio” che ha connotato come strumento diagnostico – terapeutico.
Sede
Studio dott. Antonio Techel
Via Montello, 11 - Bergamo
Tel. 035 342281
Costo
320 € da versare sul c/c intestato a:
Associazione PROTEO – Via Garibaldi, 3-24122 Bergamo Banca San Paolo IMI-Bergamo Agenzia 4 Via S. Bernardino
Codice IBAN IT 27 Q03069 111041 00000002349

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